Lunedì, 18 Dicembre 2017
   
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La chiesa: notizie storiche

Lungo tutto il Dromo si affacciano costruzioni settecentesche e ottocentesche, che hanno perduto l’antica identità a causa di trasformazioni d’epoca successiva.

Poco oltre si incontra la Chiesa di S. Domenica V. e M., il cui culto risale probabilmente al secolo VIII, di matrice greca.

Essa si affaccia su una piazza sovraelevata rispetto al manto della strada.

La stessa è prospiciente la via Consolare Valeria, all'interno del villaggio di Tremestieri nel comune di Messina.

Ai lati del sagrato, immediatamente sopra la scalinata marmorea che porta alla piazza, si elevano due colonne ioniche risalenti al seicento, testimonianza di come un tempo, la Chiesa dava sulla pubblica via.

La chiesa costituisce il centro ideale attorno al quale si snoda il villaggio.

La facciata dell'edificio, in stile barocco, con un mirabile prospetto, risale al 1698 ed è quindi posteriore alla torre campanaria che è del 1604, costruita su ruderi di un'antica torre normanna. La facciata presenta una serie di lesene che la slanciano in verticale. La porta centrale propone il tipico timpano ad andamento circolare, che si ripete anche nella parte superiore della facciata nella quale si apre una finestra con balaustra. Interessante la parte terminale con frontone a dentelli.

L'antico edificio è andato distrutto nel corso dei secoli a causa dei terremoti, in specie quello del 1908. Nel 1927, per volere di S.E. Mons. Paino, la chiesa fu riedificata sul vecchio modello su pregetto dell'ing. Antonino Marino, mentre l'istituzione della parrocchia va fatta risalire al 1921.

Il campanile originariamente era alto 35 metri; danneggiato più volte dai terremoti, è stato riportato all'attuale altezza di 17 metri. Presenta in alto un pregevole orologio ed è decorato da bugne in forte risalto.

La chiesa, nel suo interno, è a tre navate, di cui quella centrale molto più ampia e luminosa rispetto a quelle laterali, suddivise da archi sormontate da colonne.

Gli altari laterali con statue di Santi e Madonne risalgono al novecento; pregevoli una Madonna del Carmine nella navata di destra ed uno splendido e solenne Crocifisso in quella di sinistra.

L’altare maggiore, di matrice settecentesca, è in marmo policromo realizzato in tarsie. Qui trova collocazione la statua della Patrona S. Domenica, di stile barocco.

In passato la Chiesa era ricca di valide opere d’arte come un trittico ritagliato da Antonello La Foresta e dipinto da Antonello de Saliba, nipote di Antonello da Messina, nel 1501. Nel pezzo centrale vi era dipinta S. Domenica. Sui lati vi erano S. Agata e S. Lucia.

Una copia della tavola con S. Domenica si trova, dal 4 Luglio 2012, nella navata di sinistra. Clicca qui per vedere il video della benedizione del quadro

Degna di speciale considerazione era anche una tavola rappresentate la Madonna del parto, d’ignoto autore del XV secolo.

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