Sabato, 29 Aprile 2017
   
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L'oratorio

L'oratorio "ponte tra la chiesa e la strada"

"Rilanciate gli oratori, adeguandoli alle esigenze dei tempi, come ponti tra la Chiesa e la strada, con particolare attenzione per chi è emarginato e attraversa momenti di disagio, o è caduto nelle maglie della devianza e della delinquenza". (Ai giovani della diocesi di Roma, 5 aprile 2001)

L'oratorio "laboratorio di fede"

"Il progetto educativo ha nell'oratorio il centro pulsante, il "laboratorio" di una fede che intende coniugarsi con ogni aspetto del vivere e del sentire dei giovani: una fede piena di vita per una vita piena di fede! Luogo di educazione e di co-educazione, che si affianca in maniera quanto mai opportuna all'opera educativa dei genitori. I ragazzi, in effetti, hanno bisogno di un ambiente in cui rafforzare, con altre figure e altre dinamiche, i valori ricevuti in famiglia. A tale scopo contribuisce efficacemente anche l'attività sportiva. Se ben impostata, infatti, essa aiuta i giovani ad essere generosi e solidali". (Ai partecipanti al pellegrinaggio dell'oratorio San Vittore in Varese, 31 agosto 2002)

L'oratorio "scuola di servizio"

"L'Oratorio è scuola di servizio, dove si impara a lavorare generosamente per la comunità, per i piccoli, per i poveri. Ed è proprio il servizio, animato dalla preghiera, la via privilegiata per la nascita e la crescita di autentiche vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata e missionaria, come pure di robuste vocazioni laicali, coniugali e non, improntate alla dedizione di sé nel servizio verso gli altri. Mantenete sempre vivo questo spirito nel vostro Oratorio e nella vostra Società sportiva. Camminate sempre uniti, per essere "sale della terra e luce del mondo". (31 agosto 2002)

L'oratorio luogo in cui "si parla al cuore"

"Favorire un personale incontro con Cristo rappresenta anche il fondamentale "metodo missionario" dell'Oratorio. Esso consiste nel "parlare al cuore" degli uomini per condurli a fare un'esperienza del Maestro divino, capace di trasformare la vita. Ciò si ottiene soprattutto testimoniando la bellezza di un simile incontro, da cui il vivere riceve senso pieno. È necessario proporre ai "lontani" non un annuncio teorico, ma la possibilità di un'esistenza realmente rinnovata e perciò colma di gioia". (Ai partecipanti al Capitolo Generale della Confederazione dell'oratorio di San Filippo Neri, 5 ottobre 2000)

L'oratorio: un cuor solo e un'anima sola

"Il fine specifico e la missione della Congregazione dell'Oratorio è la nascita e la crescita di autentiche comunità cristiane, luce e sale della terra. Nelle vostre Costituzioni esse sono presentate, fin dai primi articoli, come un'unione fraterna di fedeli i quali, seguendo le orme di San Filippo Neri, si prefiggono ciò che egli insegnò e fece, diventando così "un cuore solo ed un'anima sola". Il modello a cui si ispirano sono gli incontri di preghiera semplici e familiari ed i colloqui spirituali del vostro Padre Filippo con penitenti ed amici. In tale prospettiva, l'Oratorio riconosce la sua identità nel "praticare in comune la trattazione della Parola di Dio in modo familiare, nonché l'orazione mentale e vocale, onde promuovere nei fedeli, come in una scuola, lo spirito contemplativo e l'amore delle cose divine". (5 ottobre 2000)

L'oratorio: la fede attraente

"Faccio voti che l'Oratorio, ponendosi al servizio degli uomini con semplicità d'animo e letizia, sappia manifestare e diffondere tale metodo spirituale in maniera sempre più attraente ed efficace. Potrà così offrire una coerente ed incisiva testimonianza, vivendo in pienezza il fervore delle origini e proponendo agli uomini di oggi un'esperienza di vita fraterna fondata principalmente sulla realtà, accolta e vissuta, della comunione soprannaturale in Cristo". (5 ottobre 2000).

L’oratorio, come il «patronage» o altra analoga istituzione, si è dimostrato ed oggi più che mai si dimostra opera egregiamente complementare sia della famiglia, che della scuola, e si attesta come opera fondamentale per quella famiglia e quella scuola che guida l’uomo alla vita religiosa collettiva, e che si chiama la parrocchia.

Non è a voi, espertissimi in materia, che Noi dobbiamo descrivere e giustificare questo fenomeno, perché voi sapete benissimo che l’azione vostra a vantaggio delle anime giovanili è, generalmente parlando, indispensabile: in via ordinaria, si può dire, il ragazzo, il giovane non attinge psicologicamente, né può spesso effettivamente attingere dalla famiglia l’assistenza religiosa e morale, che voi gli prodigate; né la scuola, anche se buona, può arrivare a quei temi ed a quei metodi d’alto valore etico e spirituale, che invece specificano l’educazione oratoriana, e ne fanno un’ottima ed efficace iniziazione alla vera vita. L’oratorio, o, come dicevamo, altra opera simile, è infatti la palestra delle forze morali e religiose, impiegate con diretta e saggia intenzionalità e con tendenziale rendimento di massimo grado; è la scuola della bontà e della pietà; è il laboratorio delle coscienze giovanili; è l’allenamento ai grandi doveri della vita; è la tessitura delle buone amicizie, che daranno poi alla compagine sociale la sua più schietta e solida coesione; è veramente un vivaio di uomini sani, onesti, intelligenti ed attivi; è uno stupendo fenomeno di popolo.

Voi sapete benissimo, dicevamo, questi aspetti e questi meriti delle vostre istituzioni giovanili; come sapete quanto siano benemerite per la loro apertura a tutta la gioventù d’un dato ambiente; come tendano perciò ad essere accoglienti della «massa» giovanile nella sua totalità, e si raccomandino perciò per tale loro carattere popolare, dove è facile scorgere certe profonde affinità fra la educazione democratica e la pratica della carità verso il prossimo. E sapete anche quale lavoro pedagogico si possa svolgere nel grande ovile oratoriano, sia per portare la gioventù al livello della formazione comune, sia per sperimentarla in processi elettivi e selettivi, che possono fare dell’oratorio un corpo dai molti organi diversificati, e che possono convertirne alcuni settori in bacini di cultura di altre associazioni specializzate, che esigono e danno ai loro adepti particolare formazione e particolari qualificazioni .

L’oratorio, ossia l’opera di raccolta e di assistenza all’intera popolazione giovanile d’una data comunità, non si oppone infatti all’esistenza nel suo seno, o al suo fianco, di quelle altre associazioni particolari, di quelle, in primo luogo, dell’Azione cattolica; ma invece vi prepara il campo ove esse possono reclutare le loro schiere, già addestrate da una formazione di base, e dove possono esercitare qualche loro prima attività e trasfondere quella più vivace animazione da cui sono caratterizzate. L’oratorio è per tutti, l’associazione cattolica è per alcuni più volenterosi; l’oratorio genera ed offre il grande campo della vita giovanile comunitaria, l’associazione vi sceglie e vi coltiva il gruppo idoneo a particolare formazione; l’oratorio si misura soprattutto con le statistiche quantitative, l’associazione con quelle qualitative; l’uno e l’altra sono complementari e si integrano a vicenda.

Non spendiamo altre parole per fare l’apologia delle care e provvide istituzioni a cui voi date il cuore e l’azione. Vi basti sapere quanto anche Noi le apprezziamo, e quanto perciò le incoraggiamo.

Preciseremo soltanto alcuni voti, che ben sappiamo corrispondere a quelli che già voi avete nei vostri animi.

Sia il primo voto per la conservazione, l’efficienza, l’incremento dei nostri Oratori, dei nostri «Patros», delle nostre «œuvres de jeunesse», delle nostre «Jungmänner Verbände», dei nostri «Catholic Youth Clubs», Noi speriamo che le nostre comunità locali, e specialmente quelle parrocchiali, sentiranno sempre il dovere, il bisogno e il vanto di dar vita ad opere simili; come speriamo che lo sviluppo dell’assistenza alla gioventù, promossa dalla società civile, non abbia a nuocere, sì bene a giovare a tali istituzioni, le quali, per essere, come s’usa dire, confessionali, non devono\essere trascurate o osteggiate, ma piuttosto valorizzate nello sforzo d’una più completa assistenza alla gioventù...

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